Lavoro occasionale accessorio Nuova disciplina

La legge 21 giugno 2017, n. 96, di conversione del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, articolo 54-bis, disciplina le prestazioni di lavoro occasionali.

Prestazioni di lavoro occasionali sono attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile:

  a) per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

  b) per ciascun utilizzatore, con riferimento alla totalità dei prestatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro;

  c) per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, a compensi di importo non superiore a 2.500 euro.

I compensi percepiti dal prestatore non incidono sul suo stato di disoccupato e sono computabili ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Non possono essere acquisite prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l'utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Alle prestazioni possono fare ricorso:

  a)  le persone fisiche, non nell'esercizio dell'attività professionale o d'impresa, per il ricorso a prestazioni occasionali mediante il Libretto Famiglia;

  b) gli altri utilizzatori, per l'acquisizione di prestazioni di lavoro mediante il contratto di prestazione occasionale.

Le amministrazioni pubbliche possono fare ricorso al contratto di prestazione occasionale esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali:

  a) nell'ambito di progetti speciali rivolti a specifiche categorie di soggetti in stato di povertà, di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o che fruiscono di ammortizzatori sociali;

  b) per lo svolgimento di lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi;

  c) per attività di solidarietà, in collaborazione con altri enti pubblici o associazioni di volontariato;

  d) per l'organizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritative.

Sono computati in misura pari al 75 per cento del loro importo i compensi per prestazioni di lavoro occasionali rese da:

  a) titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;

  b) giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l'università;

  c) persone disoccupate;

  d) percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito.

Il contratto di prestazione occasionale è il contratto mediante il quale un utilizzatore acquisisce, con modalità semplificate, prestazioni di lavoro occasionali o saltuarie di ridotta entità.

E' vietato il ricorso al contratto di prestazione occasionale:

  a) da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato;

  b) da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese da particolari soggetti, purché non iscritti nell'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli;

  c) da parte delle imprese dell'edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l'attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle miniere, cave e torbiere;

  d) nell'ambito dell'esecuzione di appalti di opere o servizi.

Per l'accesso alle prestazioni gli utilizzatori e i prestatori sono tenuti a registrarsi e a svolgere i relativi adempimenti all'interno di un'apposita piattaforma informatica, gestita dall'INPS.

Legge 21 giugno 2017, n. 96, articolo 54-bis

 

Abrogazione Lavoro occasionale accessorio

Gli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, relativi al lavoro occasionale accessorio, sono abrogati. I buoni per prestazioni di lavoro accessorio richiesti alla data del 17 marzo 2017 possono essere utilizzati fiino al 31 dicembre 2017.

Legge 20 aprile 2017, di conversione del decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25

Messaggio INPS 14 aprile 2017, n. 1652 Gestione periodo transitorio

 

Lavoro occasionale accessorio (prima dell'abrogazione)

Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, articolo 48 e segg., disciplina il lavoro occasionale di tipo accessorio.

Per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo,con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro nel corso di un anno civile; fermo restando il limite complessivo di 7.000 euro, nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, tali attività lavorative possono essere svolte a favore di ciascun singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro.

Prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, e nel limite complessivo di 3.000 euro di compenso per anno civile, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.

Le suddette disposizioni si applicano in agricoltura:

a) alle attività lavorative di natura occasionale rese nell'ambito delle attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di venticinque anni di età se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università;

b) alle attività agricole svolte a favore di soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

Per ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio, i committenti imprenditori o professionisti acquistano attraverso modalità telematiche uno o più carnet di buoni orari, numerati progressivamente e datati; i committenti non imprenditori o professionisti possono acquistare i buoni anche presso le rivendite autorizzate.

Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro accessorio.

I compensi percepiti dal lavoratore sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Il valore nominale del buono orario è fissato in 10 euro; nel settore agricolo è pari all'importo della retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuata dal contratto collettivo.

I committenti imprenditori o professionisti sono tenuti, prima dell'inizio della prestazione, a comunicare alla direzione territoriale del lavoro competente, attraverso modalità telematiche, compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando il luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi.

Fino al 31 dicembre 2015 resta ferma la previgente disciplina per l'utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti.

Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81

Circolare I.N.P.S. 12 agosto 2015, n. 149

Informazioni aggiuntive

Informativa Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Informazioni